Impiego di una radio ricevente a modulazione di ampiezza per l' esplorazione del sottosuolo, in assenza di una strumentazione geofisica adeguata.

Valli F.

Comunicazione
IV - Geofisica e fisica dell'ambiente
Aula 32C-1 - Martedì 18 h 09:00 - 13:00
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Una comunicazione radio a modulazione di ampiezza AM $\langle\Psi_{AM}\rangle$ è la somma di due segnali elettromagnetici $\langle\Psi_{AM}\rangle = \langle\Psi_{P}\rangle + \langle\Psi_{i}\rangle$: a) una frequenza fissa portante $\langle\Psi_i{P}\rangle$ di qualche centinaia di kHz a cui viene sommato b) un segnale modulante che contiene l'informazione $\langle\Psi_{i}\rangle$ in ampiezza ed in frequenza. Complessivamente il segnale $\langle\Psi_{AM}\rangle$ si propaga nello spazio e penetra sotto la superficie della terra per una profondità media $z_{i2} \simeq \beta_{\Psi AM2}\cdot[(c_{i2}/4)\cdot \nu_{i2}]$.$ Dove $c$ è la velocità dell'onda elettromagnetica nel mezzo e $\nu$ è la frequenza $\beta_\Psi{AM} = \beta_{\Psi_{AM}}, (\varepsilon\ldots)$ è una costante del mezzo e $\varepsilon$ è la costante dielettrica del mezzo. In opportune condizioni questo segnale riemerge attenuato $\langle\Psi_{AM2}\rangle$ e si somma al segnale di partenza $\langle\Psi_{AM}\rangle$ dando luogo ad una $\langle\Psi_{R}\rangle= \langle\Psi_{AM}\rangle + \langle\Psi_{AM2}\rangle$ rilevata dal ricevitore. La $\langle\Psi_{AM2}\rangle$ si presenta come un disturbo nella ricezione, ma è risolvibile con un'analisi spettrale di Fourier. Si propone un modello semplificato.

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