Chirurgia radioguidata con emissione beta-: stato e prospettive.

Collamati F., Alfieri S, Alunni Solestizi L., Bertani E., Bencivenga G., Biasini M., Bocci V., Campeggi C., Cartoni A., Colandrea M., Collarino A., Cremonesi M., De Simoni M., Ferrari M.E., Ferroli P., Fratoddi I., Fischietti M., Funicelli L., Ghielmetti F., Giordano A., Grana C.M., Kanxherii K., Indovina L., Maccora D., Mancini Terracciano C., Meddi F., Mirabelli R., Morganti S., Movileanu Ionica M., Papi S., Pisa E., Patanè M., Pedroli G., Pollo B., Quero G., Rotili D., Schiariti M., Scotognella T., Servoli L., Solfaroli Camillocci E., Traini G., Venditti I., Faccini R.

Relazione su invito
V - Biofisica e fisica medica
GSSI Ex ISEF - Aula B - Mercoledì 25 h 10:00 - 13:00
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La chirurgia radioguidata è una tecnica che aiuta il chirurgo ad ottenere una asportazione completa del tumore. Si basa sull'iniezione prima dell'operazione di un radiofarmaco specifico per il tumore: durante la procedura il chirurgo utilizza un rivelatore per identificare le zone di emissione e quindi possibili residui tumorale. La tecnica è oggi diffusa sfruttando radiofarmarci emettitori gamma, che però a causa della elevata penetrazione soffrono del contributo del fondo dai tessuti sani. In questo contesto è stato recentemente proposto l'utilizzo di emettiori $\beta^{-}$, caratterizzati da penetrazione di pochi millimetri. In questa comunicazione vengono presentati stato e prospettiva di questa tecnica.

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